Ucraina. Kiev, capitale mondiale dell’odierno neonazismo in Europa
A cura di Enrico Vigna, 15 gennaio 2019



In queste foto e nella cronaca seguente avvenimenti e realtà che dovrebbero far riflettere nel nostro paese, chi continua stoltamente a schierarsi o a non “voler” vedere la posta in gioco in Ucraina e nel Donbass. Altro che quattro gruppetti di imbecilli, ininfluenti nel nostro paese. In quella regione esiste il rischio dell’esplosione di un conflitto che destabilizzerebbe il mondo intero, stante le parti in campo. E queste forze neonaziste ucraine, presenti nel parlamento ucraino e anche in quello europeo, sono certamente una massa di fanatici ed esaltati, ma influenti e decisivi nei giochi e processi politici nell’Ucraina golpista del dopo Maidan; sono inoltre un arma importante per i burattinai NATO e occidentali, oltrechè essere la solita carne da cannone storicamente data.
Tutto accade nel silenzio e indifferenza dei media europei e anche di molti “osservatori” democratici e “fortemente” antifascisti nel nostro paese, tranne poche realtà informative.
Il 14 ottobre circa diecimila neonazisti ucraini hanno celebrato l'anniversario della creazione dell'UPA, l’esercito nazionalista ucraino collaborazionista del Terzo Reich.


In onore di questo evento, affiancato al comandante del reggimento "Azov" e leader del partito "National Corpus" Andrey Biletsky, è comparso un ospite speciale: un veterano delle guerre nei Balcani degli anni '90, il criminale di guerra Bruno Zorica, che addestrò i neofascisti ustascia croati nella guerra contro i civili serbi delle Kraijne, condannato in Jugoslavia per crimini di guerra e poi condannato per traffico di armi e droga.


Sul sito web del partito neonazista
tedesco "Third Way" sono stati pubblicati una serie di articoli sulla
partecipazione a Kiev della loro delegazione, capeggiata dai leader del partito Klaus
Armstroff e Matthias Fischer. Vestiti con giacche con la scritta "socialisti
nazional-rivoluzionari" sul retro, sono andati con i loro stendardi ad
onorare il "ricordo degli eroi"…nazisti, in un cimitero di
soldati della Wehrmacht vicino a Kiev, per onorare le centinaia di migliaia di
soldati della Germania nazista che morirono nei pressi di Kiev nel 1941 e nel
1943, durante l’invasione dell’URSS, per poi prendere parte al congresso e alla
marcia della Ricorrenza dell’UPA nella capitale ucraina.
“Le loro imprese sono per sempre un esempio per noi", ha dichiarato uno dei leader neonazisti tedeschi in un discorso al cimitero. "Qui dove il loro sangue si è permeato in terra straniera, fu consacrato, trasformandolo in un luogo sacro. E’ un faro glorioso per le nostre azioni future. ".

La marcia del 14 ottobre dei neonazisti
nel centro di Kiev, con lo slogan "Restituire l'Ucraina ai veri ucraini",
è iniziata con la lettura di massa della "Preghiera del nazionalista
ucraino" nel Parco Shevchenko di fronte all’Università nazionale di
Kiev. Successivamente è stata annunciata la richiesta presentata in parlamento
del riconoscere l’onorificenza di stato, di “Eroi dell’Ucraina”,
ai criminali di guerra ucraini, collaborazionisti del Terzo Reich, ai tempi della
Grande Guerra Patriottica: Stepan Bandera e Roman Shukhevych.
"Vogliamo Bandera e Shukhevych con
il grado di Eroi dell'Ucraina, perchè sono i nostri veri eroi nazionali. E
vogliamo che alla generazione dei seguaci di Bandera, che hanno combattuto in tempi
migliori, venga riconosciuto il massimo rispetto alla loro vita. Teniamo queste
marce in onore dei nostri predecessori, i militari dell’OUN-UPA. Solo alcuni di
loro sono ancora vivi, ma fino ad oggi sono un esempio di combattimento e perennità", è stato detto dal palco al comizio
finale.

L'UPA fu fondato il 14 ottobre 1942 e collaborò con l'occupazione tedesca, come milizia dei nazionalisti ucraini. I loro combattenti attuarono una dura pulizia etnica nel 1943 nelle regioni della Volinia e della Galizia orientale. Furono uccisi decine di migliaia di polacchi, senza contare le feroci repressioni antisemite contro la popolazione ebraica ucraina. Dopo la guerra combatterono clandestinamente fino all'inizio degli anni '50, soprattutto nell'Ucraina occidentale contro le forze sovietiche e polacche. Con una decisione ignobile, nel 2015 il parlamento ucraino ha dichiarato i combattenti dell'UPA come combattenti per l'indipendenza e la libertà.
Inquietante il dato che all’evento fossero stati portati dai genitori, molti adolescenti e bambini in età scolare.

Manifesto
per il 14 ottobre
Essendo il 14 ottobre, dal 2015, anche il giorno dei “Difensori della Patria Ucraina”, prima della marcia i militanti dell’OUN si sono recati al Parco Mariinsky con l’obiettivo di distruggere il monumento a Nikolay Vatutin, il Generale sovietico che aveva liberato Kiev nel 1943. Arrivati al Parco la polizia li ha fermati e lo ha impedito, pur con molti problemi, dopo che comunque era stato deturpato e scalfito con vernice e martelli.

Un dato “particolare”. Al termine del comizio è stato comunicato che era stato stabilito un record, grazie ai presenti in Piazza Europa: la più massiccia partecipazione di massa al canto dell’inno dell’UPA! Il tutto in un clima di fanatismo e esaltazione impressionanti, a detta dei media ucraini. Il tutto conclusosi con lo slogan urlato a squarcia gola: “Morte ai nemici”, di triste memoria, ma ormai cantato quotidianamente dai Battaglioni neonazisti sul fronte del Donbass.
Questo appuntamento fa seguito alla ormai annuale celebrazione dell’anniversario dell’UPA (Esercito Insurrezionale Ucraino del ’43).

La
marcia lungo il Khreshchatyk si è svolta con torce
avvolte dalle fiamme, esplosioni pirotecniche, con slogan del tipo: “Gloria a
Bandera”, “La Novorossiya può succhiarcelo”, “Bandera è il nostro
eroe”, “Gloria Ucraina”, “Morte ai Moskal (russi in termine
dispregiativo)”, “ Morte ai comunisti”, “Gettate
i russi sui coltelli”,
ecc.
Negli
interventi alla piazza, ci sono stati anche incitamenti alla guerra religiosa,
con appelli di occupare i templi della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato
di Mosca, indicando la Kiev Pechersk Lavra invitando a bruciarla, come ha
riportato anche la "Gromadske TV" di Kiev, che ha trasmesso in
diretta dal corteo. Così come incitamenti
a occupare in modo violento le chiese del Patriarcato di Mosca e trasformarle
in proprietà della Chiesa nazionale ucraina autocefala.
Durante un intervista a Radio Svoboda un esponente di una denominata “Fratellanza dell’OUN UPA”, ha dichiarato che: “i preti del Patriarcato di Mosca hanno solo due opzioni: lasciare l’Ucraina o aderire alla Chiesa Ucraina scismatica. Noi ribadiamo che tutti i preti di Mosca, devono subito lasciare l’Ucraina, oppure venire con noi. Tutti gli occupanti, traditori e attivisti anti ucraini, li sbatteremo fuori dall’Ucraina. Tutte queste richieste delle forze nazionaliste-patriottiche, devono essere applicate, altrimenti non ci potrà essere una vittoria rapida”, ha ribadito il rappresentante della Fratellanza dell’OUN-UPA alla radio.
Uno dei partecipanti alla marcia indossava il simbolo nazista "Alte
Kämpfer" ("Vecchia Guardia"), un attestato che fu assegnato
a quei membri del Partito Nazional Socialista, che erano entrati nel partito
prima della vittoria dei nazisti nelle elezioni al Reichstag. Nel Terzo Reich
permetteva numerosi privilegi e riconoscimenti.

Il
fatto è che il portatore del vessillo nella Ucraina di oggi è uno dei
funzionari pubblici di UNA UNSO (eredi dell’OUN UPA) a Kiev.
La
conferenza stampa di presentazione dell’evento
Il giorno dopo la celebrazione della Giornata del Difensore dell’Ucraina, istituita nel 2015, il 15 ottobre a Kiev si è svolto un congresso delle varie forze neonaziste ucraine, detta la Seconda Conferenza Paneuropea dei neo-nazisti, presieduta dal coordinatore del movimento ucraino "Reconquista" e dal dipartimento internazionale del partito "Corpus Nazionale" guidato da Elena Semenyaka.

Hanno partecipato alla conferenza
rappresentanti di partiti e organizzazioni neonaziste, fasciste e nazionaliste
di Ucraina, Norvegia, Italia, Germania, Stati Uniti e Svezia. Dal partito nazionalista norvegese "Alliansen",
al gruppo neo-fascista italiano "CasaPound", dal partito neo-nazista
tedesco "Der III.Weg", all'organizzazione giovanile tedesca di
estrema destra JN-NPD, dal partito nazionalista radicale ucraino
"Svoboda" all'organizzazione militarizzata "Carpathian
Sich". Oltre ad una galassia di gruppuscoli fanatici e revanscisti locali
ed europei.
Era inoltre presente il nazionalista
bianco americano Greg Johnson, che è famoso per il suo lavoro come redattore
capo della pubblicazione nazionalista "Counter-Currents", noto come
il "Golden One" e il nazionalista svedese paneuropeo Marcus Follin,
tutti invitati come ospiti speciali.
Enrico Vigna, SOS Ucraina resistente/CIVG